I RAGAZZI E L’ALCOOL

DIVERTIMENTO: TRASCORRERE IL PROPRIO TEMPO IN MODO PIACEVOLE, SVAGARSI ED IL PIACERE CHE NE DERIVA (DEFINIZIONE). EFFETTI DELL’USO DELL’ALCOOL: EUFORIA (NON È SINONIMO GIOIA),RIDUZIONE DELLA VISTA, PERDITA DELL’EQUILIBRIO, DIFFICOLTÀ MOTORIE, NAUSEA,CONFUSIONE, RIDUZIONE DELLE PERCEZIONI.DIFFICILE, DATE QUESTE PREMESSE, POTER PENSARE CHE CI SI POSSA DIVERTIRE DAVVERO BEVENDO. PER RIUSCIRE A GODERSI IL PIACERE DI QUALSIASI ATTIVITÀ DOBBIAMO ESSERE LUCIDI, AVERE PERCEZIONE DELLE EMOZIONI PIACEVOLI CHE PROVIAMO, VIVERE LA REALTÀ DI QUEI MOMENTI. NON CREDO CHE QUALCUNO POSSA DIVERTIRSI VOMITANDO, NON RIUSCENDO A STARE IN PIEDI, SENTENDO LA MENTE CONFUSA E NON AVENDO PERCEZIONE DI CIÒ CHE STA PROVANDO. EPPURE MOLTI RAGAZZI DICONO CHE NON SI DIVERTONO ABBASTANZA SE NON BEVONO, SE NON ‘SBALLANO’. FORSE ALLORA IL PROBLEMA È CHE LA LORO REALTÀ NON LI DIVERTE, CHE VOGLIONO ESSERE CONFUSI, CHE VOGLIONO NON SENTIRE LE EMOZIONI. A QUESTO PUNTO NON È CORRETTO DIRE CHE ‘SI DIVERTONO’. CREDONO DI STARE MEGLI BEVENDO, SI ALLEGGERISCONO BEVENDO…. MA DI CERTO NON SI DIVERTONO. COME GENITORI,PROBABILMENTE, BISOGNEREBBE FARE UNA RIFLESSIONE: SE I RAGAZZI PENSANO DI STARE MEGLIO ALLONTANANDOSI DALLA REALTÀ, FORSE NELLA LORO REALTÀ C’È QUALCOSA CHE NON FUNZIONA. AI MIEI TEMPI, DA ADOLESCENTI, LA VITA SOCIALE NON ERA CERTO RICCA COME LO È ADESSO. NON TUTTI FREQUENTAVANO LA PALESTRA O UN CORSO DI MUSICA O DI LINGUA. CI SI VEDEVA QUALCHE VOLTA A CASA DEI PIÙ CARI AMICI MA NON SI STAVA FUORI COSÌ SPESSO. EPPURE NON CI SI SENTIVASOLI COME ADESSO. OGGI SI PENSA CHE ‘FARE UNA CHIACCHIERATA’ SIGNIFICHI STARE ORE SU WHATSAPP, CHE STARE CON GLI AMICI SIA GIOCARE ALLA PLAY ON LINE , OGNUNO A CASA SUA. NON SI PARLA PIÙ. PERCHÈ PARLARE NON È SOLO ASCOLTARE LA VOCE. E’ GUARDARSI NEGLI OCCHI, CAPIRE LE ESPRESSIONI DEDURRE DAL TONO DEL NOSTRO INTERLOCUTORE COSA STA PROVANDO. E TUTTO QUESTO NON POSSIAMO AVERLO CON UNA CHAT. SI DICE CHE OGGI I GENITORI SIANO PIÙ PRESENTI, CHE CI SIA PIÙ DIALOGO, CHE SI POSSA PARLARE DI TUTTO SENZA TABÙ. MA AVERE PIÙ DIALOGO CON I PROPRI GENITORI NON SIGNIFICA SOLO PARLARE DI SESSO, RIDERE PERCHÈ I GENITORI USANO LO STESSO GERGO DEI RAGAZZI O GIOCARE CON I PADRI ALLA PLAY. NON È QUESTO CHE CREA L’INTIMITÀ. NON È VERO CHE I RAGAZZI OGGI PARLANO DI TUTTO CON I GENITORI; IO VEDO INVECE CHE SI TENGONO DENTRO TROPPE COSE, SOPRATTUTTO QUELLE CHE FANNO STARE MALE. MOLTI GENITORI MI DICONO CHE SONO COSTRETTI A CONTROLLARE LE CHAT DEI FIGLI DI NASCOSTO PERCHÈ ALTRIMENTI NON SAPREBBERO NIENTE DELLE LORO VITE. MA PROBABILMENTE BISOGNEREBBE CHIEDERSI PERCHÈ I FIGLI NON RACCONTANO NULLA DELLA LORO VITA. MAGARI BISOGNA MIGLIORARE LA COMUNICAZIONE, LAVORARE PER MIGLIORARE IL DIALOGO. MA, ANCHE IN QUESTO CASO, SI TENDE A DARE LA COLPA AL MONDO ESTERNO. MIO FIGLIO BEVE? E’ PERCHÈ VUOLE FARSI ACCETTARE DAGLI ALTRI CHE, ALTRIMENTI LO RIDICOLIZZERANNO. MIO FIGLIO USA ALTRE SOSTANZE? E’ PERCHÈ FREQUENTA CATTIVE COMPAGNIE. MA SE NOSTRO FIGLIO FREQUENTA CATTIVE COMPAGNIE, SE SI COMPORTA IN UN MODO DIVERSO DA QUELLO CHE VORREBBE SOLO PER FARSI ACCETTARE, ALLORA NON È ANCORA ABBASTANZA FORTE, ALLORA NON HA ABBASTANZA AUTOSTIMA. E SIAMO SEMPRE NOI GENITORI A DOVERLO AIUTARE.

LA PARTE PIÙ DURA DELL’ESSERE GENITORI FORSE È QUESTA. DOBBIAMO METTERCI IN GIOCO DI CONTINUO, INTERROGARCI DI CONTINUO, CERCARE LE RISPOSTE CHE CI MANCANO. E QUESTE RISPOSTE NON SONO NEI CELLULARI DEI NOSTRI FIGLI, NELLE LORO CHAT. LE TROVEREMO NEL DIALOGO CON LORO.

 

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