IL MANUALE DELLA MAMMA "PERFETTA"

Non esiste una mamma perfetta perchè non esiste persona perfetta nè cosa perfetta. C'è che sostiene che solo l'umiltà ci avvicina alla perfezione, la consapevolezza del nostro essere umani, delle nostre paure, delle nostre incertezze e la volontà di affrontare tutto questo con pazienza e dedizione. Nei primi anni della loro vita, i nostri figli ci fanno sentire dei seupereroi, pensano che noi sappiamo tutto, che sappiamo rispondere ad ogni loro domanda, che sappiamo affrontare tutto senza paura, che sappiamo come comportarci in ogni situazione. Invece è proprio con la loro crescita che ci rendiamo conto di quanto ancora abbiamo da imparare, di quanto è difficile trovare le risposte giuste, i modi giusti, di quanto pesano per loro le nostre parole. Dobbiamo imparare a sorridere quando siamo tristi, a giocare quando vorremmo riposare, a passare lunghe notti insonni quando vorremmo dormire, a dare coraggio quando abbiamo paura. Dobbiamo imparare ad ascoltare, a capire ed intuire anche quando non ci viene detto nulla. Dobbiamo crescere con loro anche se pensavamo di essere già grandi, perchè i nostri figli ci faranno scoprire parti di noi che non credevamo che esistessero. Sono mamma da 15 anni e psicoterapeuta familiare da 13. Se c'è una cosa che ho imparato nella mia vita professionale e personale, è che i figli non vogliono genitori perfetti ma genitori che con i loro difetti, i loro sbagli, i loro dubbi, sono sempre pronti a capire, a recuperare, a lavorare su se stessi, ad ammettere di avere avuto torto. Genitori che sono presenti senza essere invadenti, che chiedono ma si accontentano anche di un silenzio come risposta, che si interessano di tutto ciò accade nelle loro vite ma lasciano loro lo spazio di cui hanno bisogno, che guardano a distanza per fare vedere che ci sono, che li aiutano a camminare ma li lasciano anche cadere, che danno loro i consigli che chiedono ma con la consapevolezza che probabilmente non sono ancora pronti ad ascoltarli, che saranno lì ad abbracciarli quando sbatteranno contro i loro sbagli , che hanno delle aspettative ma sanno che probabilmente non coincideranno con le loro. Vogliono genitori che li amano anche se sono diversi, se hanno idee diverse, se vogliono cose diverse, se vedono la vita in modo diverso. Perchè l'amore di un genitore deve essere 'incondizionato'. Vogliono genitori che si ricordano che non è difficile solo fare i genitori ma anche essere figli, che gioiscono dei loro successi ma non si sentono screditati dai loro fallimenti. Loro sono altro da noi, non devono portare avanti i nostri sogni ma i loro. Lasciamoli sognare. Non diciamo loro di non scegliere il percorso di studi che vogliono perchè è troppo difficile, perchè non ce la faranno, perchè la vita è dura. Se la vita è stata troppo dura con noi, se non siamo riusciti a realizzarci in ciò che volevamo, non è detto che sia così anche per loro. Non diciamo loro che l'amore non esiste, che la passione finisce, che il matrimonio non dura. Se non abbiamo trovato l'amore, se il nostro matrimonio non ha funzionato, non è detto che sia così per loro. Noi siamo coloro che devono accompagnarli nella splendida avventura che è la vita, camminando loro vicino, dando loro la mano solo ce la chiedono, senza preannunciare difficoltà e ostacoli. Se ne accorgeranno al momento opportuno. Sento spesso delle mamme dire 'io gli ho dato tutto'. Il nostro 'tutto' può non coincidere con il loro. Ciò che serve loro a volte è più semplice di ciò che pensiamo. I nostri figli hanno bisogno di ciò di cui necessita ogni essere umano: l'amore.

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